Istituto Comprensivo di Scansano
Scuola Secondaria di Primo Grado di Scansano
Progetto “Rifiuti”
Classi Coinvolte I, II, III
Introduzione. Quest’anno a scuola, gli alunni oltre alle normali discipline hanno portato avanti un progetto che aveva come tema il problema dei rifiuti. Hanno quindi cercato di affrontare il rifiuto da diverse angolazioni: rifiuto inteso come qualcosa che non si usa più, come qualcosa che ha esaurito il suo compito principale ma può essere usato per qualche altro scopo, ma anche come “mi rifiuto di…..”. Il lavoro è stato suddiviso per le tre classi della scuola media, assegnando ad ognuna un particolare aspetto del problema, per poi arrivare a fare una sintesi finale. Sono state dedicate in tutto circa 20 ore nell’arco dell’intero anno scolastico. Hanno contribuito al progetto oltre allo scrivente anche gli insegnanti di Lettere e di Arte ed Immagine.
Classe Prima. I ragazzi della prima sono partiti dal concetto di “riuso” ed hanno quindi prodotto degli oggetti utilizzando come materiali di base alcuni “rifiuti” che avevano esaurito il loro compito. In particolare hanno realizzato dei portapenne a partire da vecchie scatole in legno che contenevano dei dolcetti di Natale. Le scatole, allungate e munite di un coperchio sempre in legno, sono state colorate a piacimento utilizzando colori a tempera a tinte forti (rosso, giallo, arancio, blu). Serviranno come “astucci” per le penne, o, viste le dimensioni, i pennarelli e i pennelli che i ragazzi normalmente usano per colorare.
Altra cosa divertente che i ragazzi hanno prodotto, con l’aiuto degli insegnanti, sono stati degli oggetti in cartapesta. Hanno preso vecchi fogli di giornale, ne hanno incollato dei pezzetti uno sull’altro dandogli la forma che volevano: anfore, brocche, scodelle ecc.
Inoltre hanno prodotto delle candele Gel a partire da vecchi barattoli in vetro che non servivano più. Sul fondo del barattolo hanno messo uno strato di sassolini e conchiglie sul quale è stata versata della cera gel fusa (questa operazione l’ha fatta il docente). Quando la cera stava solidificandosi è stato inserito lo stoppino. Infine, con lo stesso procedimento, sono state prodotte anche candele profumate riempiendo di cera fusa i tappi di metallo degli stessi barattoli in vetro usati per le candele gel.
Vasi in cartapesta realizzati dagli alunni della classe
prima media, anno scolastico 2006/2007


Classe Seconda. Il tema assegnato era il riciclo. Sono stati quindi prima di tutto discussi quali materiali possono essere riciclati e quali invece no. Poi sono stati affrontati i vari sistemi di raccolta differenziata: monomateriale, multimateriale, porta a porta.
I ragazzi hanno però visto che nella scuola non erano presenti contenitori per la raccolta differenziata se non i due grossi bidoni verdi per la carta disposti nel parcheggio della scuola.
Sono stati quindi costruiti i “nostri” contenitori per la raccolta differenziata utilizzando ovviamente materiale di recupero. È stato scelto di realizzare contenitori per un solo materiale alla volta, scegliendo quelli con cui abbiamo a che fare più frequentemente: carta (fogli, giornali ecc.), plastica (bottigliette ecc.), alluminio (lattine ecc.,) e vetro (bottiglie in vetro ecc.).
Il contenitore per la raccolta differenziata della carta.
Il gruppo che ha curato la realizzazione del cestino per il riciclaggio della carta si è procurato uno scatolone di medie dimensioni, su cui i ragazzi aperto una fessura circolare nel suo lato superiore, che doveva diventare proprio la “bocca” in cui gettare le cartacce. Lo scatolone è stato poi ricoperto con della carta igienica insieme alla colla vinavil, ottenendo, così, uno strato solido, duro e resistente.
La decisione su come colorarlo, non è stata semplice, perché alcune ragazze volevano colorarlo di bianco, il tradizionale colore con cui si rappresenta la carta, ma, alla fine il gruppo ha deciso di colorarlo di rosa. Poi è stata scritta la parola carta sul lato frontale della scatola, utilizzando il colore viola.
Il contenitore per la raccolta differenziata della plastica. I ragazzi hanno realizzato lo scatolone usando del cartone dove hanno praticato tre fessure circolari: quella centrale era la più grande dove è stato messo un piatto tagliuzzato serviva come “bocca” del contenitore, mentre sulle altre due ai lati sono state inserite le porzioni superiori di due bottiglie (a fare da ornamento) fissandole con della colla vinavil. Il tutto è stato colorato con di giallo e verde.
L’omino mangia lattine per la raccolta differenziata dell’alluminio.
Occorrente: uno scatolone medio, uno scatolone piccolo, due tappi, strisce di cartone, scotch, vinavil, quattro rotoli di carta igienica (esauriti), giornale, tempere.
Svolgimento: Si prendono i due scatoloni e si usa quello medio per il
corpo e quello piccolo per la testa e si uniscono con lo scotch. Si prendono i
quattro rotoli di carta igienica e si incollano come
delle gambe sotto il corpo con la vinavil. Si prendono i due tappi e si mettono
nella testa come due occhi. Si prendono le strisce di cartone e si incollano sulla testa come capelli. Si ricopre il corpo
con il giornale e si colora tutto con le tempere.
Il cestino per il riciclaggio del vetro.
Per questo contenitore serve uno scatolone di grandezza media chiuso da entrambe le parti. Su una delle facce va ritagliata una finestra nella quale è possibile infilare bottiglie o altri oggetti di vetro da riciclare. Dopo aver dato forma allo scatolone i ragazzi hanno cercato su giornali e riviste ormai vecchie delle pagine verdi, che, dopo aver ritagliato, hanno incollato sullo scatolone in modo da creare una superficie uniforme dello stesso colore (verde).
Contenitori per
la raccolta differenziata realizzati dalla classe
seconda media di Scansano.




Classe Terza. Gli alunni di terza si sono occupati dei sistemi di smaltimento dei rifiuti. Abbiamo perciò affrontato il problema dei rifiuti sotto il profilo dell’ultimo anello della catena.
Sono state affrontate le differenze di impatto ambientale e di costi delle discariche controllate (ed ovviamente di quelle non controllate), degli inceneritori (o termovalorizzatori) e delle tecniche di trattamento meccanico biologico. Su ognuna di queste soluzioni sono stati prodotti dei lavori sia in formato di testo che come presentazioni utilizzando il programma Power Point della Microsoft. Su questi ultimi aspetti però, anche a causa dell’avvicinarsi dell’esame, molti lavori sono purtroppo rimasti incompiuti.
In aggiunta a questo, utilizzando materiali di recupero, i ragazzi hanno poi realizzato modellini più o meno semplificati di sistemi di sfruttamento delle fonti energetiche diverse dal petrolio (argomento del Programma di Tecnologia del terzo anno).
I ragazzi hanno quindi provato a realizzare una turbina ad acqua, un pannello solare ed una centrale idroelettrica utilizzando soltanto materiale di recupero: legno, carta, polistirolo, plastica, ecc.
A C Prototipi di sistemi per lo
sfruttamento di fonti di energia diverse dal
petrolio realizzati dagli studenti della classe Terza media di Scansano
utilizzando materiali di recupero. A)
Pannello solare B)
Turbina ad acqua C)
Centrale idroelettrica



Conclusioni estrapolate da alcune riflessioni degli alunni. Alla fine del nostro percorso la riflessione che più spesso ha colpito gli alunni è che probabilmente non esiste un unico sistema che da solo possa risolvere il problema dei rifiuti.
Non si può sicuramente risolvere il problema con il semplice riuso di materiali che hanno esaurito il compito per cui erano stati progettati, perché non tutti sono riutilizzabili e perché a volte il riuso vuol solo dire rinviare il problema del loro smaltimento. Non basta però nemmeno il riciclo dei materiali da riutilizzare per nuovi processi produttivi. Alcuni materiali non sono infatti riciclabili (es. alcune plastiche termoindurenti ed i materiali compositi) o lo sono per un numero limitato di volte (es. carta). Per quanto riguarda l’eliminazione finale dei rifiuti, la sola discarica, per quanto controllata, presenta problemi di carattere sanitario (la puzza causata dalla frazione umida in decomposizione) che possono essere risolti con il trattamento meccanico biologico del materiale organico; ma anche di carattere sociale (non sempre è semplice convincere una comunità ad ospitare una discarica nel proprio territorio nonostante tutte le rassicurazioni degli organi competenti). Gli stessi inceneritori, anche se accoppiati alla produzione di energia (termovalorizzatori), non ci convincono come soluzione. Resterebbe comunque il pericolo dei fumi emessi (nanopolveri, gas serra, ecc) e si riproporrebbe il problema del dove collocare grosse quantità di cenere prodotta dalla combustione (magari ricca di metalli pesanti).
In sintesi nessuno dei metodi che abbiamo incontrato e preso in considerazione durante il cammino sembra da solo risolutivo. Probabilmente la soluzione migliore sta quindi nel giusto mix di tutti i sistemi presi in esame. Quello che si chiama “sistema integrato”.
Il responsabile del Progetto
Prof. Marco Nasini